<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6999017280269918034</id><updated>2011-07-17T06:25:55.965+10:00</updated><title type='text'>Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Cobrando Cobrandini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02960283655600326883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-2_wod6-gJRs/ThtYAfzx6wI/AAAAAAAAABk/5FIyLMci0cU/s1600/cobretti_opt.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>23</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6999017280269918034.post-6295302394917060392</id><published>2010-04-21T03:15:00.001+10:00</published><updated>2010-04-21T03:15:32.446+10:00</updated><title type='text'>The Decline</title><content type='html'>Raga il viaggio quieto è finito per cui direi di chiudere qui l'esperienza blog.&lt;br /&gt;L'idea è comunque quella di trarne una sorta di libro. Vi tengo aggiornati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6999017280269918034-6295302394917060392?l=lacosaquieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/feeds/6295302394917060392/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6999017280269918034&amp;postID=6295302394917060392' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/6295302394917060392'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/6295302394917060392'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/2010/04/decline.html' title='The Decline'/><author><name>Cobrando Cobrandini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02960283655600326883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-2_wod6-gJRs/ThtYAfzx6wI/AAAAAAAAABk/5FIyLMci0cU/s1600/cobretti_opt.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6999017280269918034.post-5180288198992099779</id><published>2010-04-11T02:07:00.002+10:00</published><updated>2010-04-11T02:07:08.500+10:00</updated><title type='text'>Oba-chan</title><content type='html'>Ok, Giappone. In sintesi: un mese di vita chinato in avanti. Dovunque mi trovassi c'era il rischio di sbattere la testa. Un lampadario, una porta beffarda, c'era sempre qualcosa che cercava di colpirmi senza pietà. E spesso ci riuscivano, maledetti oggetti inanimati col vizio di mirare agli umani più alti di 1.80. Che poi mi chiedo: Sendoh come faceva a muoversi con quella classe pur essendo più o meno della mia altezza? Non c'era mai nulla nella sua traiettoria. Giusto un paio di avversari da infinocchiare prima di pigiarla in testa al Maki della situazione. Ma giusto loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ok, Giappone. La prima parte era per specialisti. Agli altri cercherò di badare ora.&lt;br /&gt;Viste in fila Hiroshima, Nagasaki. Son passati sessantacinque anni da quando han deciso di rimuoverle dalle carte geografiche. Il Giappone si stava per arrendere, lo sapevano tutti, pure giù a Washington. Han deciso comunque di rimuoverle. E adesso giri l'angolo del Parco della Memoria e ci trovi KFC: strano modo di far la pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Yame (isola di Kyushu) sono uscito dalla stazione e c'erano un signore e una signora che mi guardavano inebetiti. Li conoscevo? Manco per idea, ma qualcuno dall'Italia aveva detto loro di venire a prendermi, portarmi a casa e trattarmi come un figlio. Adesso li chiamo oto-san e oka-san (papà e mamma) e loro ne sembrano contenti. Comunque il giorno che sono arrivato puzzavo come una capra e non avevo vestiti puliti da mettermi. Era tempo di fare un ciclo di lavatrice. Ho guardato nelle tasche dei jeans e non ci ho trovato niente. Io guardo sempre nelle tasche dei jeans prima di metterli a lavare, me l'ha insegnato mia nonna. Poi quando la lavatrice ha finito, ho tirato fuori i vestiti e c'erano centinaia di piccoli pezzi di carta sparsi sulle felpe e sulle magliette. Oto-san li guardava divertito. Kami, kami. Un sacco di carta. Ridevo anche io, chissà quale inutile bigliettino sarà rimasto dentro.&lt;br /&gt;Tre giorni dopo alla stazione ho cercato il mio Rail Pass nello zaino e ci ho trovato dieci centimetri cubi di nulla. Spero che mia nonna non venga a saperlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I giardini di Okayama non ve li racconto nemmeno perché usare la mia volgare prosa per farlo sarebbe diffamatorio.&lt;br /&gt;Il castello di Himeji invece non si offende. Va bene, ho sbagliato io ad andarci di domenica ma un'ora per prendere il biglietto e tre abbondanti per girare attorno al castello paiono esagerate anche a un tipo paziente come me. Segnalo comunque che i giapponesi si profondevano in cori di stupore ogni volta che la fila concedeva loro di avanzare un metro. Al terzo piano della torre principale ho detto basta. Continuate a stupirvi fino al quinto, ciao.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che altro c'è. Kyoto, certo. Potrebbe tranquillamente essere la città più bella del mondo, però un giorno nevicava , un giorno diluviava e il giorno in mezzo ero depresso. Alla fine è solo la città più bella che ho visto negli ultimi quattro anni. Vancouver sei ancora mon amour.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E a chiudere Tokyo. Ci sono arrivato scarico e non è esattamente il posto ideale per farsi cogliere passivo dalla folla impazzita di Shibuya. Gente, gente, gente. Ce n'è talmente tanta che fai fatica a scorgere i grattacieli dietro i quintali di trucco delle ragazzine.&lt;br /&gt;Tra le poche cose capitatemi in questo oceano di passività: l'hanami alla base americana. Hanami designa il picnic nipponico primaverile che si consuma tradizionalmente sotto i ciliegi in fiore. Base americana designa una base americana. Oltre ai soldati dentro ci sono le famiglie ciccione dei soldati, campi da golf, il venditore di hot dog e Subway. Torniamo ai ciliegi. Direte, maraviglia delle maraviglie. Va bene, piacciono anche a me, ma diamine quando ne vedi diecimila nell'arco di una settimana sembrano un po' meno speciali. Io preferisco i fiori del prugno.&lt;br /&gt;Mia nonna mi dava sempre del Bastian contrario quand'ero bambino. Mi piace pensare che mi stesse facendo un complimento, e che lo sapesse.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6999017280269918034-5180288198992099779?l=lacosaquieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/feeds/5180288198992099779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6999017280269918034&amp;postID=5180288198992099779' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/5180288198992099779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/5180288198992099779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/2010/04/oba-chan.html' title='Oba-chan'/><author><name>Cobrando Cobrandini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02960283655600326883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-2_wod6-gJRs/ThtYAfzx6wI/AAAAAAAAABk/5FIyLMci0cU/s1600/cobretti_opt.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6999017280269918034.post-235024834247082202</id><published>2010-03-22T23:41:00.000+11:00</published><updated>2010-03-22T23:41:47.502+11:00</updated><title type='text'>和菓子 is the way</title><content type='html'>Ho in saccoccia dieci giorni di Nihon. Non pesano nemmeno così tanto, certo meno del mio trolley che si riempie ogni giorno di regali e souvenir. Il peggio è quando salgo sul treno e devo issarlo fin lassù dove stanno tutte le valige. Talvolta nemmeno ce la faccio. Barcollo e per poco non finisce in testa a qualche minuta vecchietta giapponese. Gomenasai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dieci giorni di Nihon e non è che abbia visto poi molto. Li ho passati quasi tutti in campagna, dormendo sui futon e facendo colazione con zuppa di miso, riso bianco e natto (dei fagioli fermentati che la Lonely Planet definisce infamous). Roba buona. Anyway, mi pare tempo di rendicontare qualche esperienza occorsami fin qui. Andiamo per tappe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tsukuba e le zone circostanti (nord di Tokyo):&lt;br /&gt;1)i flyer con le donnine nude per comprare i canali erotici alla tv dell'hotel e le bacchette a forma di spada laser al centro commerciale (quella verde di yoda vince su tutte);&lt;br /&gt;2)un tizio che mi ha cucinato davanti agli occhi un okonomiyaki (sorta di frittata) grande quanto un trentatre giri con dentro, tra le altre cose, anche degli spaghetti. Ho delle foto che provano tutto ciò;&lt;br /&gt;3)un Buddha alto tipo 100 metri che mi hanno spacciato per la più statua alta del mondo. Controllando su internet è venuto fuori che è solo la seconda più alta. La Statua della Libertà gli arriva al cavallo comunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The trip:&lt;br /&gt;il giorno del mio compleanno devo andare col mio amico Taka a Mie, 500 chilometri a sud-ovest di Tsukuba. Road trip, partenza prevista per le 6 del mattino. Alle 2 bussano alla porta di camera mia. E' il mio amico: bisogna partire ora per evitare il traffico di Tokyo. Lo evitiamo con maestria. Poi al mio amico viene un colpo di sonno, dobbiamo fermarci. Dorme cinque ore filate nel parcheggio di un McDonald's mentre io sfrego le mani sull'accendisigari per dimenticarmi che ci sono 5 gradi e la mia giacca più pesante è spessa quanto un'alga nori. Ripartiamo e il navigatore segna il tempo rimanente: 12 ore. Chiedo come sia possibile tutto ciò. Mi risponde che se non si prende l'express way (troppo costosa) quello è il tempo che ci vuole per fare 500 chilometri. Presente viale Zara? Toglietegli due corsie e avete un'idea delle statali giapponesi. Siamo arrivati alle 10 di sera, sulle spalle un acquazzone, strade montuose, diversi caffé e té in lattina, una pausa pranzo a base di ramen e numerosi tentativi di espletare le mie funzioni biologiche. Tutti falliti. Ma almeno l'asse del cesso era sempre riscaldata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ever since:&lt;br /&gt;1)ho scoperto che le carpe koi vengono in vari colori, tutti straordinariamente vividi. Direi che il mio prossimo tatuaggio ha già un design, gli manca solo un disegnatore;&lt;br /&gt;2)wagashi, i dolci giapponesi. Non so voi, ma sapere che un dolce contiene riso e fagioli, e che è pure delizioso mi manda giù di testa. Ne mangio in tale quantità che sto cominciando a riconoscere i kanji quando li vedo scritti sulle etichette. Temo il diabete. Gente, i dolci giapponesi sono la retta via;&lt;br /&gt;3)m'hanno portato a un corso di calligrafia e in due ore ho prodotto quello che un bambino di seconda elementare probabilmente giudicherebbe un colpo di daga alla propria carriera scolastica. Imbarazzante;&lt;br /&gt;4)nota per tutti quelli che vogliono diventare dei ninja: preparatevi a indossare gilet che pesano più di vostra cugina, a dormire sempre sul fianco sinistro per proteggere il cuore da eventuali attacchi notturni e a mangiare cibo che non produca odore quando lo ridistribuite sulla madre terra. Oh, e un paio di porte girevoli nascoste per la casa son doverose;&lt;br /&gt;5)nota per me: sfidare un nonno nippo a chi beve più sake non è mai una buona idea. Nemmeno se è lui che offre il sake,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre serate fantastiche:&lt;br /&gt;1)la sessione di sake col vecchio di cui parlavo prima. Come aperitivo. Poi, cucinando della pasta per la famiglia di Taka, mi rimuovo mezza unghia e parte di indice mentre affetto la cipolla. Fermo l'emorragia e porto a termine l'impresa. Vengono invitati anche parenti e amici per la grande occasione. Tutti mi portano regali. Tutti mi dicono che la pasta è sugoi (deliziosa). A mezzanotte karaoke a cantare Barbie Girl, Avril Lavigne e Volare di Modugno;&lt;br /&gt;2)la famiglia di Taka mi cucina una cena a sei portate, tutte contemporaneamente sulla tavola. Le stermino con ingordigia. Parte una seconda sessione col vecchio. Si uniscono nipoti, cugine, avventori a caso. Ingolliamo sake, umeshu (vino di prugna), soju (liquore di patata?). Ci sono snack di ogni sorta sul tavolo, metà dei quali sono fuori dalla mia comprensione. Finiamo a farci foto facendo il gesto della pace, rossi in faccia;&lt;br /&gt;3)io e Taka ce ne andiamo a Osaka per far serata. Dopo la cena entriamo in un'izakaya, vedo piattini e bacchette. Non eravamo venuti qui per bere? Sì però i giapponesi amano buttarci un sacco di cibo su quell'alcol. Sostanzialmente è un'altra cena. Chiudiamo verso le 3 con sake caldo e ume ochazuke (riso immerso in tè verde bollente con alghe e prugna acida).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Volevo infine segnalare che il Giappone mi sta piacendo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6999017280269918034-235024834247082202?l=lacosaquieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://en.wikipedia.org/wiki/Wagashi' title='和菓子 is the way'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/feeds/235024834247082202/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6999017280269918034&amp;postID=235024834247082202' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/235024834247082202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/235024834247082202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/2010/03/is-way.html' title='和菓子 is the way'/><author><name>Cobrando Cobrandini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02960283655600326883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-2_wod6-gJRs/ThtYAfzx6wI/AAAAAAAAABk/5FIyLMci0cU/s1600/cobretti_opt.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6999017280269918034.post-554267747054684225</id><published>2010-03-09T14:47:00.000+11:00</published><updated>2010-03-09T14:47:16.354+11:00</updated><title type='text'>It's my job to keep punk rock elite</title><content type='html'>8 = gli aerei che ho preso in quest'ultimo mese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;570 = gli euro che ho speso da quando sono atterrato a Singapore a quando ho preso l'aereo per Sydney.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;162mila = le rupie che ho speso mediamente in un giorno d'Indonesia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13 = l'equivalente in euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13 = i nuovi frutti che ho assaggiato (tra cui il re dei frutti: il durian).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3 = le ragazze che mi hanno chiesto se aveva Facebook.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 = i tipi che mi hanno chiesto se ero single.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10+ = le volte che ho liquidato una tipa che voleva vendermi un massaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;100+ = le volte che ho liquidato una tipa che voleva vendermi una sarong.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1000+ = le volte che ho liquidato un tipo che voleva vendermi una corsa a cavallo, sul calesse, sul becak, in motorino, ojek, taxi o minibus.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6 = i bicchieri di vino di riso che posso reggere in una serata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 = il libro che ho scritto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6999017280269918034-554267747054684225?l=lacosaquieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.youtube.com/watch?v=xqkar6FEulI' title='It&apos;s my job to keep punk rock elite'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/feeds/554267747054684225/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6999017280269918034&amp;postID=554267747054684225' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/554267747054684225'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/554267747054684225'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/2010/03/its-my-job-to-keep-punk-rock-elite.html' title='It&apos;s my job to keep punk rock elite'/><author><name>Cobrando Cobrandini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02960283655600326883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-2_wod6-gJRs/ThtYAfzx6wI/AAAAAAAAABk/5FIyLMci0cU/s1600/cobretti_opt.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6999017280269918034.post-4246402414526244218</id><published>2010-02-28T21:21:00.000+11:00</published><updated>2010-02-28T21:21:59.734+11:00</updated><title type='text'>Ray Lew</title><content type='html'>Arrivi a Bali e non capisci cos'e'. Non e' Indonesia: troppo colorata la frutta, troppo bianca la pelle della gente. Non e' il villaggio turistico che cerca di essere. E basta mettere il naso fuori dalle quattro strade centrali per rendersene conto. Il puzzo di fogna e spazzatura arriva presto e non c'e' spezia che lo possa coprire. D'altronde se hai i consumi di un paese occidentale e un sistema di smaltimento rifiuti basato su vanghe e ceste di vimini il conto prima o poi lo devi pagare. E quasi sempre lo paghi nelle zone periferiche, dove gia' non e' che ti avessero servito un menu d'eccezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure basta uscire un secondo dal circuito turistico e perdersi col motorino nella campagna a ovest dell'isola che i bambini ancora si stupiscono dei tuoi occhi azzurri e le ragazzine scappano imbarazzate e ghignanti appena dopo aver trovato il coraggio di salutarti.&lt;br /&gt;Hello, hello, che candore, che armonia. Ora pero' magari ditemi come si esce da sto ammasso di sentieri, devo andare a Sanur. Sempre dritto. Due minuti e sono di nuovo fermo a chiedere indicazioni. Sanur? Sempre dritto, nell'altro senso. Tempo di fermarsi in un warung e ricaricare le pile. Forse li' sanno qualcosa di piu' su questa fantomatica Sanur. Chiedo. Conciliabolo tra cuochi, camerieri, buontemponi che passano li' le giornate e astanti dell'ultima ora. Chiamano un tizio direttamente dalla cucina, l'eletto. Lui mi spieghera' come arrivare a Sanur. Prende una pagina bianca dal menu e ci disegna sopra una mappa. Fa per darmela ma d'improvviso il suo autore gli disegna del terrore sul viso. Gira la pagina e ci trova i piatti del suo menu, l'unico di tutto il ristorante. Sorry, mister. Fa niente, buddy, si vede che Sanur non era destino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un po' rimpiango i primi giorni di Bali quando andavo in giro in bici. La pace, le risaie, il mio sudore sulla camicia a perta a mostrare del gran pelo occidentale. Poi ripenso a quelle quattro ore di salita per tornare a Ubud che ogni venditore di succhi di frutta sul ciglio della strada mi pareva il rifornimento al Tour. I bambini su bici piu' grandi di loro mi superavano senza pieta' e se la ghignavano. Quello con la maglia di Bobo Vieri per poco non mi dava il colpo di grazia. Ma arrivai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, meglio il motorino. Meglio fermarsi al baracchino che vende Bakso, zuppa di carne, per sapere se la si puo' avere senza la carne. Meglio rendersi conto che il tizio che te la sta vendendo non capisce nulla di quello che gli dici e vederlo chiamare un altro tizio per spiegarsi e scoprire che quell'altro tizio e' un poliziotto perche' sia tu che il baracchino ambulante della bakso vi siete fermati nella stazione di polizia. Che poi il poliziotto, dapprima esitante, e' anche un brav'uomo. Si scioglie dopo qualche minuto e lo scopri battutista da varieta' di prima serata sy canale5. Fa il burlone, e tu ancora non hai capito nulla di sta benedetta bakso. Alche' esasperato alzi il coperchio sulla pentola del baracchino e ci vedi del tofu. Tahu?&lt;br /&gt;I due si guardano. Tahu, tahu, yes, mister, yes. Canticchiano sto motivetto, si baloccano, mentre tu ti godi la tua zuppa di noodle e tofu seduto sul marcipaiede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In postilla:&lt;br /&gt;- noleggio motorino = 50mila rupie.&lt;br /&gt;- benza = 10mila rupie.&lt;br /&gt;- bakso tahu o comunque si chiami cio' che ho mangiato = 3mila rupie.&lt;br /&gt;- il sorriso del tipo che te l'ha venduta quando gli hai detto che era enak (deliziosa) = citofonate Mastercard.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6999017280269918034-4246402414526244218?l=lacosaquieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/feeds/4246402414526244218/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6999017280269918034&amp;postID=4246402414526244218' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/4246402414526244218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/4246402414526244218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/2010/02/ray-lew.html' title='Ray Lew'/><author><name>Cobrando Cobrandini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02960283655600326883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-2_wod6-gJRs/ThtYAfzx6wI/AAAAAAAAABk/5FIyLMci0cU/s1600/cobretti_opt.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6999017280269918034.post-3540301308398849161</id><published>2010-02-16T21:36:00.000+11:00</published><updated>2010-02-16T21:36:30.752+11:00</updated><title type='text'>Bromo</title><content type='html'>Sono in una stanza nel centro di Jakarta e vorrei chiamarla una topaia. Sono seduto sul pavimento e guardo le lenzuola. Scrivo che non riesco a dormire perche' gli insetti non me lo permettono. Li tengo lontani col ventilatore, ma il caldo e' opprimente e allora tengo il ventilatore per me e che gli insetti vengano pure. Intanto scrivo, magari il rumore della penna sulla carta li spaventa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono su un treno, sette ore di treno che diventano otto. Fuori dal finestrin risaie e foresta pluviale. Le montagne sono coperte dalla nebbia. Piove sempre nel febbraio indonesiano. Continuo a scrivere perche' Jogyakarta si merita un sacco d'inchiostro. Ogni mattina alle 4 il muezzin comincia a cantare. Non mi da fastidio il volume e nemmeno l'ora, ma Allah avrebbe potuto dare un paio di toni in piu' a quella voce tanto sgraziata. Vorrei incontrarlo per strada quel tipo che canta. In fondo conosco la sua voce quasi meglio della mia in questi ultimi giorni. Gli direi: amico sei un gran musulmano ma, diamine, fai cantare qualcun altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono in una stanza con due letti rosa e penso a Dumbo. Giammai un elefante volar. In Indonesia pero' un tour in cui si vedono elefanti volare potrebbero provare a vendertelo. 60mila rupie. Troppo? Ok, facciamo 20mila. Mille. Venduto.&lt;br /&gt;Sono nella mia stanza, scrivo. Il cesso non ha lo sciacquone. Riempio il secchio e butto l'acqua nel vaso. C'e' da sperare che non mi vengano mai gli stronzi duri, altrimenti hai un bel provare a mandarli via a secchiate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrivo tanto, e quasi solo boiate. I fatti li lascio a chi non ha idee, di solito. Sento una chitarra, scendo nel vicolo. Ragazzi indonesiani accovacciati in un angolo suonano e bevono vino di riso. Me ne offrono. Where are you from? Italy. Football. Ac Milan o Inter Milan? Mi fingo esperto. Funziona solo perche' l'ultima partita che hanno visto dev'essere tpo di Francia '98.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per giorni sento il motivetto usato in Giappone come campanella scolastica. Che sara' mai? Un portatile nella stanza accanto forse. Non me lo spiego. Poi vado in stazione qua vicino. Eccola di nuovo, e comprendo. Il capostazione la usa prima di dare ogni avviso. E a me sembra di tornare dentro Touch.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei dormire, ma scrivo. Non riesco a smettere. Mi sono alzato alle 4 per cogliere l'alba a Borobudur. C'era tanta di quella nebbia che il sole non si sapeva nemmeno da che parte stesse. Io continuavo a salire verso la cima del tempio e i vari livelli apparivano da dietro la nebbia. Prima erano nulla, poi li toccavi. Venti metri piu in basso la foresta ed io li' a cercare una frase per descriverlo sul mio quaderno, incapace di fare altro. E cosciente che non ci sono frasi o parole o niente che possa descriverlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho fame, metto via la penna e scendo in strada. Liquido i tizi che mi vogliono vendere la corsa. Cammino. Ma sei bianco, ricco, coi piedi di cristallo. Fa niente, cammino. Baracchini vendono cose di cui al 90% non conosco il nome. Che fare? Banane. Tutti le chiamano cosi', ovunque. Guardo la vecchina senza denti. Banana! Nulla. Prendo il casco in mano. Ah, pisang, pisang. Le voglio, voglio ste pisang, quanto? Diecimila rupie tutto il casco. Non me ne faccio niente di 15 banane. Mimo il gesto di spezzarlo in due. Lei si dispera e sembra dire: se strappi a meta' una banconota dopo i due pezzi non valgono la meta' dei quattrini. La guardo, mi guarda, la gente attorno a noi ci guarda. La vecchia tira fuori la mano e fa segno cinque. Stasera per cena banane, e un frasario di Bahasa Indonesia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6999017280269918034-3540301308398849161?l=lacosaquieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.youtube.com/watch?v=tFRF1WGnx0Y' title='Bromo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/feeds/3540301308398849161/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6999017280269918034&amp;postID=3540301308398849161' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/3540301308398849161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/3540301308398849161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/2010/02/bromo.html' title='Bromo'/><author><name>Cobrando Cobrandini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02960283655600326883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-2_wod6-gJRs/ThtYAfzx6wI/AAAAAAAAABk/5FIyLMci0cU/s1600/cobretti_opt.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6999017280269918034.post-4064906707404959271</id><published>2010-02-10T23:02:00.000+11:00</published><updated>2010-02-10T23:02:46.854+11:00</updated><title type='text'>E poi c'era Amedeo</title><content type='html'>Sindapore mon amour:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- il Changi Airport dove ti danno le caramelline mentre controllano il passaporto e ci sono postazioni internet  5 metri prima del gate. Gratis;&lt;br /&gt;- i cinesi, tanto pragmatici sul lavoro quanto pacchini e senza misura nei festeggiamenti;&lt;br /&gt;- gli indiani, tanto scazzati sul lavoro quanto scazzati fuori (momenti non sempre facilmente distinguibili);&lt;br /&gt;- il dragon fruit e le banane rosse;&lt;br /&gt;- i miei piedi nudi sul pavimento dei templi hindu;&lt;br /&gt;- i biglietti plastificati della metro, che per averli devi lasciare il deposito come coi carrelli dell'esselunga;&lt;br /&gt;- gli stand di chinatown dove ti offrono croccanti, mochi, gelatine e frutta secca per il capodanno;&lt;br /&gt;- un mezzo delfino e mezzo leone che sputa acqua davanti allo skyline;&lt;br /&gt;- Auntie Aini che mi regala le sue tortine di arachidi perche' lei ha il colesterolo troppo alto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kuala mon amour:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- lo shuttle bus per l'aerioporto che arranca sui cavalcavia neanche fosse l'ivan quaranta di inizio stagione;&lt;br /&gt;- andare alle petronas towers e scoprire che non puoi salire fino in cima e che a kuala c'e' un'altra torre di tipo 450 metri che invece puoi scalare interamente;&lt;br /&gt;- salirci comunque perche' tanto e' gratis;&lt;br /&gt;- il tizio che incrociandiomi per strada improvvisamente comincia a respirare male, estrae un ventolin vuotodalla tasca e mi chiede i soldi per comprarne uno nuovo;&lt;br /&gt;- il bollitore dell'acqua con la modalita' boiling per il te' e quella warm (40celsius) per bere;&lt;br /&gt;- lo star fruit che sa di mela verde e pompelmo;&lt;br /&gt;- il tofu in pastella e il peperone ripieno di soia del blue boy vegetarian restaurant. E scoprire poi che e' un peperoncino. Che brucia come fare i gargarismi con la grappa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6999017280269918034-4064906707404959271?l=lacosaquieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/feeds/4064906707404959271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6999017280269918034&amp;postID=4064906707404959271' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/4064906707404959271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/4064906707404959271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/2010/02/e-poi-cera-amedeo.html' title='E poi c&apos;era Amedeo'/><author><name>Cobrando Cobrandini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02960283655600326883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-2_wod6-gJRs/ThtYAfzx6wI/AAAAAAAAABk/5FIyLMci0cU/s1600/cobretti_opt.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6999017280269918034.post-3245480133057680460</id><published>2010-02-06T14:11:00.000+11:00</published><updated>2010-02-06T14:11:52.753+11:00</updated><title type='text'>Aspetta foglie rosse, Bandini</title><content type='html'>Otto giorni di Sydney che sono cominciati come un piatto di pasta riscaldato al microonde. Tiepidi, vagamente anonimi. La sensazione che c'era di meglio a disposizione se solo la pigrizia non mi avesse assalito. Ho fatto fatica a riabituarmi alla gente di corsa per strada, a quel cielo fuggiasco che ti piove addosso quando sei in giro col tuo trolley da 25kg.&lt;br /&gt;Fai fatica a dimenticarti di come ti sveglia l'oceano quando ti ci butti dentro alle otto di mattina e non hai nemmeno il tempo di dirgli buongiorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Otto giorni di Sydney che pero' pian piano hanno acquisito un senso, perche' ho rivisto il sorriso di un amico, e poi sono diventati due, tre. E poi ho smesso di contarli. Se ti circondi di sorrisi puoi entirti a casa un po' ovunque, nonostante tutto. Una casa credo di non averla trovata mai. Le cose mi appartengono, magari per brevi periodi, sono io che non appartengo a loro, oppure semplicemente faccio di tutto per dimostrare a me stesso che e' cosi'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho lasciato Sydney come due mesi fa, sapendo che ci tornero'. Sa sempre meno di addio. Sull'aereo per Singapore mi sono guardato intorno e ho visto facce di tutte le sfumature, alcune sorridenti, altre grige, tutte con quel piccolo particolare che farebbe sorridere l'osservatore piu' attento.&lt;br /&gt;Mi sono messo a leggere &lt;i&gt;Chiedi alla polvere&lt;/i&gt; di John Fante. C'e' questo tipo che vorrebbe scrivere racconti ma proprio non ci riesce, e la cosa mi ha ricordato quando da ragazzino volevo fare lo scrittore. Mi e' improvvisamente venuta una voglia disperata di scrivere un libro. Ho un quaderno e una penna ma me li ero dimenticati nella pancia dell'aereo e le mie idee erano tanto bislacche che avevo paura di perderle. Cosi' ho continuato a ripetermele in testa per tutto il volo, a costruire immagini che resistessero al nuovo fuso orario.&lt;br /&gt;Sto riaprendo un capitolo che avevo sigillato, sto riaprendo me stesso a tutti voi, nell'unico modo in cui sono sempre stato capace di farlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi guardo da dietro un vetro, come facevo anni fa, afono. E aspetto le foglie rosse. Voi ballate sotto la neve, e io aspetto le foglie rosse dell'autunno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6999017280269918034-3245480133057680460?l=lacosaquieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/feeds/3245480133057680460/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6999017280269918034&amp;postID=3245480133057680460' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/3245480133057680460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/3245480133057680460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/2010/02/aspetta-foglie-rosse-bandini.html' title='Aspetta foglie rosse, Bandini'/><author><name>Cobrando Cobrandini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02960283655600326883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-2_wod6-gJRs/ThtYAfzx6wI/AAAAAAAAABk/5FIyLMci0cU/s1600/cobretti_opt.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6999017280269918034.post-1998380807925923113</id><published>2010-01-23T16:05:00.000+11:00</published><updated>2010-01-23T16:05:01.224+11:00</updated><title type='text'>Back home?</title><content type='html'>Ho perso un po' il filo del discorso da quanto ho lasciato Coffs Harbour. E me ne scuso.&lt;br /&gt;Ho visto Yamba, un paesino affacciato sull'oceano, dove ci sono più onde che abitanti e dove il surf è quasi una religione. Ho usato una tavola da 8'6, lunghissima rispetto a quello cui ero abituato, e ho avuto qualche problema di adattamento. Ma è stata comunque un'esperienza immensa (quasi quanto le onde, mai viste così).&lt;br /&gt;Poi ho avuto una conferma: appena esci dalla metropoli gli australiani diventano un popolo disponibile al limite dell'assurdo. Ho fatto l'autostop un paio di volte e sono stato caricato addirittura da una vecchine di almeno 70 anni, felicissima perché ha potuto raccontarmi delle sue vacanze romane nel lontano '56.&lt;br /&gt;E ogni volta che incroci qualcuno per strada esce automatico il g'day (good day, tipico saluto australiano) o l'hey u goin? (hey, how are you going?). Non so quanto sia rituale e quanto invece ci sia dell'interesse dietro tutto questo, ma non è raro rimanere intrappolati in conversazioni improbabili mentre si va in spiaggia a surfare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo qualche giorno mi sono spostato a Byron Bay, un tempo piccolo centro della controcultura anni '70, luogo di hippies e surfisti, amanti della natura e contadini biologici. Oggi tutto questo è stato rivenduto al mercato del turismo. Ovunque spuntano negozietti che vendono didjeridoo, incensi, souvenir improponibili, occhiali da sole pacchiani, cappellini, oltre a una pletora di fast-food salutisti, rivenditori di succhi di frutta, panetterie e addirittura posti che vendono ganja.&lt;br /&gt;Non è l'Austrlia di Sydney, caotica e centrata sul business, ma non assomiglia nemmeno all'Australia che ho visto durante il mio viaggio nell'ultimo mese e mezzo. Qui la gente non ti saluta se la guardi negli occhi. E ci sono in giro più backpackers che abitanti del luogo, cosa che mi lascia sempre un po' perplesso, specie se quei backpackers sono gli stessi che alle 4 di notte rientrano dalla serata di bagordi e si mettono a starnazzare in una camera buia, dove almeno altre 6 persone stanno cercando di dormire. Ieri una tipa ha avuto un'idea sconcertante: fare una foto ad ognuno degli altri letti presenti nella stanza, dormiente incluso. Io che non dormivo le ho palesato il mio dito medio sperando di convincerla a desistere. La cosa ha invece suscitato una sua risata equina, subito emulata dall'amica. Mi sono consolato pensando ai terribili postumi che l'avrebbero colpita il mattino seguente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra poco torno a Sydney, che qualche volta ho chiamato anche casa. Ma fatico ad associare all'idea di casa un posto che non sia la mia stanza di quand'ero bambino. Oggi avrei bisogno di un po' di sole, in questo cielo disperatamente terso. Ci vorrebbero maglioni e una canzone dei Radiohead, e sui tuoi capelli la luce di quel sole invernale che ho quasi dimenticato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6999017280269918034-1998380807925923113?l=lacosaquieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/feeds/1998380807925923113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6999017280269918034&amp;postID=1998380807925923113' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/1998380807925923113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/1998380807925923113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/2010/01/back-home.html' title='Back home?'/><author><name>Cobrando Cobrandini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02960283655600326883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-2_wod6-gJRs/ThtYAfzx6wI/AAAAAAAAABk/5FIyLMci0cU/s1600/cobretti_opt.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6999017280269918034.post-5776038874791162338</id><published>2010-01-07T00:22:00.001+11:00</published><updated>2010-01-07T00:24:09.022+11:00</updated><title type='text'>Point Break</title><content type='html'>Piove. Sono le sei e mezza del mattino e piove sottile, quasi abrasiva. E dire che ero venuto qui per rincorrere il sole.&lt;br /&gt;Spremo un'arancia e ci butto sopra un po' di muesli. Un pugno, due pugni, facciamo un etto che sennò dopo svengo in acqua. Mangio fuori, vicino alla piscina, sui tavoli di legno. Meglio abituarsi subito all'acqua che ti batte sul viso, alla brezza da ponente che gonfia l'oceano.&lt;br /&gt;Mi metto il costume, il cappuccio della felpa in testa, un asciugamano e una banana nello zaino. La tavola mi batte già sulle costole mentre cammino verso la spiaggia. Sono le sue costole ormai, il suo petto, le sue ginocchia e le reclama ogni volta che mi avvicino all'oceano. Lo capisco mentre attraverso il fiume che oggi la marea è alta, perché corre all'indietro e spinge la sabbia sempre più a fondo.&lt;br /&gt;Poi si apre la scena e ho centottanta gradi di onnipotenza davanti ai miei occhi. Qualcuno è già in acqua, paziente. La prossima onda sarà migliore. Non si surfa contro l'oceano. Si surfa su sua concessione dopo averlo accarezzato, sedotto.&lt;br /&gt;Metto la rashie, una magliettina di licra che mi protegge dal freddo. I capelli sono già bagnati per le gocce che mi cadono in testa da mezzora. Non trovo una ragione valida per lasciare il resto del corpo asciutto a contemplare lo spettacolo. Mi corico sulla tavola e le sussurro che stavolta cercherò di proteggerla, di non abbandonarla ad ogni onda un pochino più potente. Sono le ultime parole dolci, poi verranno solo imprecazioni. Nuoto, con tutta la mia forza, contro quelli che mio nonno chiamava cavalloni. &lt;i&gt;Non andare in acqua che ci sono i cavalloni&lt;/i&gt;. Scusa, nonno, ma non ho mai resistito alle dimostrazioni di onnipotenza. Preferisco buttarmici dentro che stare a guardare. Nuoto, mentre la schiuma mi ributta indietro e bevo l'acqua bianca. Cado, mi rimetto sulla tavola e vedo l'onda successiva che si rompe proprio sopra di me. Succede sempre. Io nuoto, e loro mi ributtano indietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io non so prendere le onde, non ancora. Ma penso di aver capito cosa vuol dire surfare. Lo vedo negli occhi degli altri surfisti quando arrivo nella line up e mi siedo ad aspettare l'onda buona, dieci minuti dopo aver lasciato la riva, già esausto. Perché anche nei loro occhi, sotto una pioggia che non smetterà mai, vedo quello che c'è nei miei. La consapevolezza. Sanno che non c'è niente di più bello al mondo di un mare cupo che sfuma verso l'alto, si confonde, e diventa tutt'uno col cielo in tempesta, là dove le nuvole si fanno acqua. E' il nostro orizzonte. Lo vediamo così perché abbiamo l'acqua nello sguardo. Quella dell'oceano o quella della pioggia, non lo so. Ma stare lì seduto, col frastuono delle onde che si rompono da un lato, e il frinire incessante di migliaia di cicale dall'altro, è quello che io chiamo pace.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6999017280269918034-5776038874791162338?l=lacosaquieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.youtube.com/watch?v=-2uQoSFknRk' title='Point Break'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/feeds/5776038874791162338/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6999017280269918034&amp;postID=5776038874791162338' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/5776038874791162338'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/5776038874791162338'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/2010/01/point-break.html' title='Point Break'/><author><name>Cobrando Cobrandini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02960283655600326883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-2_wod6-gJRs/ThtYAfzx6wI/AAAAAAAAABk/5FIyLMci0cU/s1600/cobretti_opt.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6999017280269918034.post-631393948995688757</id><published>2009-12-25T09:38:00.000+11:00</published><updated>2009-12-25T09:38:10.225+11:00</updated><title type='text'>Woland</title><content type='html'>E' bastato un solo giorno per cambiare la mia prospettiva.&lt;br /&gt;Ieri mi sono alzato dal letto e avevo davanti 14 ore da riempire in qualche modo. Oggi non sono nemmeno sicuro di avere il tempo per buttare giù due righe sul mio blog.&lt;br /&gt;Che è successo? Semplicemente ieri ero un disoccupato, oggi ho una specie di lavoro part-time, anzi due. La ragazza che puliva la cucina qui all'ostello se n'è andata prima del tempo ed io ero il primo della lista tra i backpackers che hanno voglia di risparmiare qualche soldo lavorando nell'ostello.&lt;br /&gt;Job's mine, un'oretta e mezza di pulizie generali quando tutti han finito di mangiare e vanno a divertirsi. Io non ho bisogno di divertirmi. Mi basta avere un letto gratis, qualcosa da mangiare e gente con cui chiacchierare quando non sto surfando o non c'è Dexter a tenermi compagnia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passa tutto comunque in secondo piano a fronte dell'altro lavoro che mi hanno affibbiato, e cioè fare l'autista del pulmino che va da qui alla stazione dove partono gli autobus per Sydney e Brisbane. Carica altisonante. Il vecchio autista è malato e hanno bisogno di un sostituto fino alla prima settimana di gennaio. A quanto pare sono l'unico con una patente valida qua dentro, quindi non c'era molta scelta. Faccio avanti e indietro tre volte al giorno, un'oretta e mezza in tutto, e becco venti dollari. Niente di cui lamentarsi, anche perché è molto più di quello che spendo quotidianamente per mangiare.&lt;br /&gt;Faccio l'autista. E' l'ultimo lavoro che avrei pensato di poter fare nella mia vita. Io che sulle strade ho l'autorità di un pesce d'aprile, che ho un collasso nervoso se sono costretto ad avventurarmi nei vicoli di Milano dopo il vespro. Io che non ho nemmeno più un auto, visto che la mia storica Clio è stata rottamata non più tardi di due settimane fa.&lt;br /&gt;Antologico il momento in cui arriviamo vicino all'ostello e cerco di scimmiottare la voce del vecchio che guidava il pulmino prima di me. And here we are in our neighborhood. On your right you can see a pub, a few shops and a selection of restaurants. You might wanna check them out (strizzata d'occhio). The beach is 150mt straight beyond the roundabout. Some more shops coming now... Impostato, quasi caricaturale, rischio di scoppiare a ridere durante ogni singolo viaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mettere in scena uno spettacolo, raccontare una storia che è mia solo in parte: l'unico modo che conosco per stare al mondo. Non è poi così male.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6999017280269918034-631393948995688757?l=lacosaquieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/feeds/631393948995688757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6999017280269918034&amp;postID=631393948995688757' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/631393948995688757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/631393948995688757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/2009/12/woland.html' title='Woland'/><author><name>Cobrando Cobrandini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02960283655600326883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-2_wod6-gJRs/ThtYAfzx6wI/AAAAAAAAABk/5FIyLMci0cU/s1600/cobretti_opt.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6999017280269918034.post-2351699135759127861</id><published>2009-12-16T22:34:00.001+11:00</published><updated>2009-12-16T22:35:56.982+11:00</updated><title type='text'>Paddy Cole</title><content type='html'>Coffs Harbour, oceano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene oggi mi hanno spostato in quella che sarà la mia camera per le prossime 3 o 4 settimane, diciamo casa mia. Un ostello YHA funzionale, un po' anonimo forse, ma con personale oltremodo disponbile. In questa mia nuova camera risiedono molti tra coloro che lavorano per l'ostello. Al momento gli inquilini sono i seguenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Anthony: panzone di Bristol City (vi ricordo sempre che in slang britannico bristols significa tette, perché pare le locali siano ampie in décolleté), rossiccio di capelli, parlantina vivace. Epitome del bonaccione, si mangia più parole che panini (e ho reso l'idea) rendendomi la comprensione della sua loquela impraticabile. Dalla stazza e dai primi pisoli pomeridiani lo temo russatore d'eccezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Paddy Cole: nome che assomiglia a un supermercato, viso levigato dall'esperienza, questo nonno di 77 (settantasette) anni ha bisticciato con la figlia che abita a Brisbane e si è messo in viaggio verso Melbourne, dormendo negli ostelli. Ah, lui era venuto qua dall'Irlanda per farle visita. Scuola d'inglese barocco, sarà la mia famiglia a natale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Innominato numero 1: emo kid canadese (dell'Ontario) sui 20 anni, è qui da qualche settimana per risparmiare grana. Molto affabile, molto comprensibile, fatico solo a comprendere che cosa faccia qui oltre che pulire le stanze (visto che non surfa). Comunque un'ottima compagnia per i pomeriggi di bonaccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Innominato numero 2: kiwi, approssimativamente la mia età, ha surfato anche in acque semi-antartiche. Uno di quei tipi che sembra sempre nel posto giusto al momento giusto. Arrivato qui per starci il tempo di un tube, ha trovato casualmente due lavori in mezza giornata. Easy, sgamato, presumo bevitore difficilmente contrastabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo natale prenderò il posto di Anthony come impiegato all'ostello. Se non ho capito male, pulisce i cessi. Poteva andarmi meglio (camere) o peggio (cucina). Da quanto mi hanno detto in un'ora e mezza il lavoro quotidiano è fatto, quindi davvero no worries.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro da dire non credo ce ne sia. Un mesetto di cazzeggio, surf e chiacchiere con gente che se ne andrà due giorni dopo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6999017280269918034-2351699135759127861?l=lacosaquieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/feeds/2351699135759127861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6999017280269918034&amp;postID=2351699135759127861' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/2351699135759127861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/2351699135759127861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/2009/12/coffs-harbour-oceano.html' title='Paddy Cole'/><author><name>Cobrando Cobrandini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02960283655600326883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-2_wod6-gJRs/ThtYAfzx6wI/AAAAAAAAABk/5FIyLMci0cU/s1600/cobretti_opt.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6999017280269918034.post-2374022985214949646</id><published>2009-12-14T21:06:00.000+11:00</published><updated>2009-12-14T21:06:47.696+11:00</updated><title type='text'>Dove ho lasciato pupazzi di neve?</title><content type='html'>Scrivevo qualche giorno fa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nient'altro che prati. Prati e boschi a perdita d'occhio.&lt;br /&gt;Fa un freddo europeo in questo treno, si sente quasi odore di dicembre. Ho addosso felpa e windjacket, le cuffie in testa anche quando non ascolto musica, 19 dollari e 95 centesimi di scarpe nuove ai piedi. Perlomeno hanno ancora la suola e non passano spifferi da sotto. L'aria condizionata potrebbe essere il mio peggior nemico in assoluto e qua intorno sembra che parecchia gente condivida la perplessità per questo clima artificiale. Vedo maglioni, coperte di lana, soprabiti. Fuori ci sono 25 gradi almeno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cinque ore di treno e ne mancano altre tre per arrivare a destinazione, Eungai Creek. M'immagino un ruscello e qualche casa messa lì intorno, pecore, colline, profumo di foglie al suolo. E un'anestesia sonora da cui ci si risveglia quando si cominciano a riconoscere le voci dei singoli animali.&lt;br /&gt;Ad ogni modo, il piano è quello di stare in giro un mesetto e mezzo, risalendo la costa fino a Brisbane e lavorando in qualche fattoria per risparmiare qualche soldo in vista dei viaggi futuri. Se poi ci scappa qualche giornata di surf in mezzo tutto di guadagnato. Basterebbe anche poter nuotare nell'oceano un paio di giorni la settimana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho lasciato Sydney come si lasciano le vacanze estive da bambini. E' un posto che quasi chiamavo casa. Avevo qualche amico e un paio di posti tutti miei in cui andare quando volevo il silenzio come unico compagno di viaggio. Avevo dei rituali, come la partita NBA appena sveglio o la sosta in palestra prima di cena. Quei rituali freschi che non sanno ancora di routine ma che danno un ordine alle nostre vite. Le semplificano, forse le rendono anche prevedibili. Possibile che me ne vada anche per questo. Ma so che ci tornerò, che rivedrò quelle facce che mi hanno reso felice per qualche istante, dopo averne scoperte altre in questo mese e mezzo di viaggi in treno e terra tra le mani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prati e boschi. E il mio dicembre che ci corre in mezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto molto poetico. MA.&lt;br /&gt;Ora è tutto svanito. Sono stato letteralmente cacciato dalla fattoria in cui avrei dovuto soggiornare per almeno un paio di settimane. La ragione è che la padrona di casa si sentiva svuotata di energie quando mi trovavo accanto a lei, ero fonte di problemi e preoccupazioni. Mi ha portato all'ostello più vicino augurandomi buona fortuna. Fortuna? Avevo bisogno di altro in questo momento: un po' di comprensione, qualche pasto frugale, una famiglia per Natale.&lt;br /&gt;Non sono particolarmente scosso dal dover riprogrammare la mia strada da qui a fine gennaio, quanto dal motivo per cui sono stato mandato via. Non mi reputo perfetto, ma credo di essere una delle persone che causano meno problemi tra tutte quelle che conosco. Mi adatto praticamente a qualsiasi situazione, tengo le mie cose e i miei pensieri per me, raramente chiedo l'aiuto degli altri. Dove ho sbagliato? Se c'è una cosa con cui non riesco a convivere è il fallimento, la certezza di aver deluso chi mi stava vicino. E qui non c'è altro modo di vederla, nessuna scorciatoia: ho fallito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche scarafaggio si balocca con i lacci del mio zaino. Dopo aver visto un'orda di mosche grosse come calabroni coprirmi le braccia mentre lavoravo nella foresta, e canguri bere in una pozza a dieci metri da dove dormivo, e mini-draghi di Komodo scorrazzare per l'ostello qui a Bellingen, uno scarafaggio sembra quasi una presenza rassicurante. Mi ricorda casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6999017280269918034-2374022985214949646?l=lacosaquieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/feeds/2374022985214949646/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6999017280269918034&amp;postID=2374022985214949646' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/2374022985214949646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/2374022985214949646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/2009/12/dove-ho-lasciato-pupazzi-di-neve.html' title='Dove ho lasciato pupazzi di neve?'/><author><name>Cobrando Cobrandini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02960283655600326883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-2_wod6-gJRs/ThtYAfzx6wI/AAAAAAAAABk/5FIyLMci0cU/s1600/cobretti_opt.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6999017280269918034.post-6786727923673794679</id><published>2009-11-23T16:05:00.000+11:00</published><updated>2009-11-23T16:05:10.819+11:00</updated><title type='text'>Wallabies</title><content type='html'>Cos'è successo in queste ultime due settimane?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Bronte Boys&lt;/i&gt;. Sono tornato a Bronte, che rimane la mia spiaggia preferita qui a Sydney. E' più intima delle altre e quel prato enorme alle sue spalle vale un cazzeggio, un barbecue o una partita a pallone. Poi ci sono loro, i Bronte Boys, un gruppo di surfisti piuttosto giovani che sfoggiano enormi tatuaggi (tra cui uno in particolare con scritto &lt;i&gt;Bronte Boys&lt;/i&gt;) e che vorrebbero emulare i Bra Boys, storico e temutissimo gruppo di srufisti di stanza (o d'istanza? mai capito) a Maroubra.&lt;br /&gt;Mi hanno raccontato che questi Bra Boys sarebbero celebri perché, surfando, si profondono spesso in manovre incuranti e fuori dall'etichetta di questo sport, oltre a cercare intenzionalmente un pretesto per baruffare con altri surfisti, spesso meno esperti. Anni fa la tensione tra questi Bra Boys e un gruppo di surfisti libanesi particolarmente fumantini sfociò in un vera guerra armata, che fece addirittura delle vittime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Rodmanalbe82 goes 27&lt;/i&gt;. Doppio party per festeggiare il compleanno di Albe. Prima una festa a sorpresa che lui aveva intuito giorni prima.&lt;br /&gt;Il meglio della serata: le birre offerte da Albe, il sito di Domino's pizza (che ti consente di scegliere ben cinque modalità di cottura della pasta, oltre a darti la possibilità di crearti la tua pizza in pochi istanti), la bombetta inarrivabile che Albe aveva in testa, il pallone da basket che gli abbiamo regalato, gli instant noodles che mi sono comprato alle 2 tornando a casa e che ho cucinato appena arrivato.&lt;br /&gt;Il peggio della serata: la pizza di Domino's pizza, i miei baffi comparati a quelli di chiunque altro partecipi a &lt;a href="http://www.movember.com/"&gt;Movember&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Poi uno strepitoso barbecue a Bronte, che però preferisco lasciare all'immaginario collettivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Nelson Bay&lt;/i&gt;. Gita scolastica per il corso d'inglese che il mio coinqulino Csaba ha frequentato qui a Sydney. Vengo invitato per far numero. Il maestro, tale Patrick, decide di noleggiare un mini-bus da 25 posti, riunire la truppa alle 6.30 del mattino (sveglia un'ora prima) e guidarlo per due ore e mezza verso nord, sopra Newcastle, in questa baia stupenda e semi-deserta. Barbecue, camminata sugli scogli, pisciata nella boscaglia incurante del pericolo serpi, conversazioni improbabili con Akos, l'altro mio coinquilino ungherese che celebra il dono della parola solamente alla terza birra ingollata, e infine un bagno nell'oceano con l'acqua a 18 gradi. La meglio giornata australiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Surfing at Manly&lt;/i&gt;. Già, ho surfato. Non bene, ma ho surfato.&lt;br /&gt;Giornata passata a manly beach, spiaggia a nord di sydney, rinomata per avere onde facili ed essere quindi adatta ai principianti. Io e una delle nuove coinquiline inglese, tale Jen, abbiamo noleggiato una &lt;i&gt;long board&lt;/i&gt; (tavola lunga e larga, un po' vecchio stile, ma stabile e quindi più facile per chi comincia) e ci siamo messi in acqua, a turno.&lt;br /&gt;C'ho messo mezzora per capire come non ribaltarmi mentre uscivo al largo (va beh, venti metri da riva), perché la tavola è molto sensibile e le onde tendono a sollevarla. Considerate che già nuotarci sopra non è elementare, serve un discreto equilibrio.&lt;br /&gt;Poi ho provato a prendere un'onda di media entità e stavo per mettermi in piedi. Mi son detto: sono un predestinato, alla prossima vado nel &lt;i&gt;tube&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Ovviamente poi un'intera sessione di mezzora senza riuscire a prendere un'onda (problemi di equilibrio, stanchezza, difficoltà nel capire quando prendere le onde).&lt;br /&gt;Ho continuato a provare, guardando i ragazzi della scuola surf di fianco a me per capirci di più. Ho smesso di nuotare per uscire perché si disperdono troppe energie. E' meglio camminare e aspettare l'onda in arrivo, e prendere solo quelle adatte ai propri mezzi, che per un principiante corrispondono alla schiuma delle onde grosse. Con un po' di spinta delle braccia anche la schiuma (se le onde sono grosse abbastanza) ti porta fino a riva. Alla fine riuscivo quasi sempre a mettermi in piedi, anche se dopo un secondo in ginocchio.&lt;br /&gt;Conclusioni: sport estremamente faticoso, in cui si migliora con estenuante pratica e in cui si prendono un sacco di botte (la tavola che ti sbatte addosso quando l'onda ti ribalta, i colpi alle ginocchia, lo sfregamento della pelle sulla tavola), ma obiettivamente una bomba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ulladulla &amp; Jervis&lt;/i&gt;. Questo weekend abbiamo noleggiato un paio di macchine e siamo andati a Sud, in un posto dal nome pittoresco come Ulladulla. Ci siamo accampati in un bosco, c'era già un fuoco acceso e tante birre aperte per festeggiare il compleanno di Rafa, un ragazzo spagnolo con dei baffi brutali.&lt;br /&gt;Natura selvaggia, tanti bagni nell'oceano, qualche sandwich vegan, frisbee sulla spiaggia, una notte in auto anche se avevamo montato la tenda, la soddisfazione senza prezzo di una cagata in mezzo alla foresta, camminare nella natura senza lenti per stimolare gli altri sensi, distruggere una ciabatta perché non si vede dove si cammina, tornare in spiaggia all'alba e fare bodysurfing.&lt;br /&gt;E poi ieri via verso Jervis Bay, un parco naturale di stordente bellezza con tantissime spiagge incontaminate. Non bastasse questo un wallaby (simil canguro di piccole dimensioni) è venuto a farci compagnia mentre stavamo a Murray's Beach, e un branco di delfini nuotava vicino agli scoglia di Green Patch mentre io li contemplavo stupefatto, e altri ci nuotavano insieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le due settimane migliori di Sydney sono finite. Tra venti giorni comincio a risalire la costa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6999017280269918034-6786727923673794679?l=lacosaquieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.sydneywildlifeworld.com.au/downloads/images/SWW_Yellow_Footed_Rock_Wallabies.jpg' title='Wallabies'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/feeds/6786727923673794679/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6999017280269918034&amp;postID=6786727923673794679' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/6786727923673794679'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/6786727923673794679'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/2009/11/wallabies.html' title='Wallabies'/><author><name>Cobrando Cobrandini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02960283655600326883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-2_wod6-gJRs/ThtYAfzx6wI/AAAAAAAAABk/5FIyLMci0cU/s1600/cobretti_opt.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6999017280269918034.post-8286355009691637137</id><published>2009-11-08T20:52:00.000+11:00</published><updated>2009-11-08T20:52:29.065+11:00</updated><title type='text'>San Siro, Olimpico, delle Alpi</title><content type='html'>La prima settimana novembrina qui a Sydney mi pare un ottimo spunto per segnalare alcune differenze tra Australia e Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partiamo dalle cose semplici. Qui è primavera inoltrata, tra poco arriva l'estate. Sembrano saperlo tutti tranne il cielo, che continua a proporci intere giornate di dense nuvole. Non si prende nemmeno la soddisfazione di smentire i meteorologi una volta ogni tanto. Frattanto abbondano i lazzi sulla prospettiva di un Natale in costume da bagno. Le risate comunque le posticipo a quando vedrò pioggia cadere sui miei regali in spiaggia.&lt;br /&gt;Differenza con l'Italia: malgrado le nuvole, qui mi permetto il lusso di girellare per la città in bermuda. Se a novembre salissi su un autobus di Milano coi pantaloni corti la gente mi guarderebbe come fossi un matto. Poi probabilmente mi guarderebbe crollare al suolo assiderato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimaniamo nel campo delle differenze note. In Australia si guida sul lato sinistro della strada. E' però comune all'Italia l'astio che il guidatore medio nutre nei confronti del pedone medio. Dall'insulto in giù è tutto considerato nobile. Trendissimo a quanto pare tirare giù il finestrino e urlare con piglio severo: &lt;i&gt;watch your way, mate&lt;/i&gt; (già occorsomi tre volte). Risposta che non riesco mai a dare: io la guarderei anche, ma ci sei già sopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le altre differenze segnalerei:&lt;br /&gt;a) qui non si trova un'anguria con i semi. Mi mancano, anche se è da una vita che dico a tutti che non mangio l'anguria perché detesto i semi;&lt;br /&gt;b) la domenica prima di cena va in onda Australian Idol, una sorta di x-factor in cui non c'è nemmeno il gusto di ascoltare le boiate della Ventura. E improvvisamente mi son ritornati in mente i gol in tele dopo il campionato. Non li guardo da dieci anni forse, ma ricordo nitidamente l'attesa impaziente prima di 90esimo minuto. Chissà se c'è qualcuno là fuori che attende con la stessa impazienza l'inizio di Australian Idol.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma soprattutto: ragazze e cavalli.&lt;br /&gt;Martedì, giornata torrida, decido sagacemente di uscire verso l'una. Girellando per Darling Harbour, la baia sotto casa mia, mi accorgo di come le strade paiano inspiegabilmente vuote. A quell'ora è prassi essere in pausa pranzo, e di norma i giovani yuppies in giacca e cravatta si riversano in strada per procacciarsi sandwich di incerta commestibilità e canguri al dente.&lt;br /&gt;Niente, strade vuote, ma noto come nei ristoranti ci sono sterminate folle di australiani vocianti. Nemmeno un tavolo libero. Più di ogni altra cosa è basente l'abbigliamento delle tipe: hanno tutte vestiti pomposi, della medesima foggia. Varia solo il colore, talune si accontentano di un mogano o di uno spento blu vellutato, altre azzardano perfino sfumature dorate o argentee. Parevano medaglie deambulanti. Immancabile comunque il polpaccio suino sempre ben in vista.&lt;br /&gt;Ragione di tutta sta folla? La Melbourne Cup, &lt;i&gt;the race that stops a nation&lt;/i&gt;. Praticamente una gara di cavalli che autorizza la gente a smettere di lavorare prima di pranzo e ad accapigliarsi nei ristoranti davanti alla gara in tv. Doverosa la scommessina (&lt;i&gt;ina &lt;/i&gt;per modo di dire) preventiva.&lt;br /&gt;Differenza con l'Italia: beh noi abbiamo il palio di Siena. Però quello ferma una sola città. Gli altri la guardano in televisione se gli capita, e se riescono a resistere ai quarti d'ora persi per mettere in riga tutti i cavalli. Io personalmente non so manco quando si tiene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anyway, capolinea. Sicuramente ci sarebbe altro da dire, ma in un paese in cui non ci si può nemmeno lamentare per i semi dell'anguria talvolta ti mancano le parole giuste per concludere degnamente un post.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6999017280269918034-8286355009691637137?l=lacosaquieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.youtube.com/watch?v=pgrbPcH3Des' title='San Siro, Olimpico, delle Alpi'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/feeds/8286355009691637137/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6999017280269918034&amp;postID=8286355009691637137' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/8286355009691637137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/8286355009691637137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/2009/11/san-siro-olimpico-delle-alpi.html' title='San Siro, Olimpico, delle Alpi'/><author><name>Cobrando Cobrandini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02960283655600326883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-2_wod6-gJRs/ThtYAfzx6wI/AAAAAAAAABk/5FIyLMci0cU/s1600/cobretti_opt.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6999017280269918034.post-3160776995152792639</id><published>2009-10-30T19:24:00.000+11:00</published><updated>2009-10-30T19:24:16.059+11:00</updated><title type='text'>I'm not so fucking special, actually.</title><content type='html'>Vi ricordate i bigliettini delle medie?&lt;br /&gt;Io credo che poche cose della mia infanzia rimarranno alla mia memoria nitide quanto la struttura di un bigliettino delle medie. Tutti quei convenevoli, quegli aggettivi dolciastri. Poi l'anacoluto, quasi doveroso per chi scriveva, letto con moderato compiacimento dal destinatario. Abbiamo un codice, pensavo ogni volta. Un codice abominevole, me è pur sempre qualcosa che condividiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri mi sono alzato e il padre di Hikari era morto. Lei doveva partire per Alice Springs proprio ieri, e là incontrare i suoi genitori ma suo padre è morto prima di poterla rivedere. E io non avevo un codice per dirle che mi dispiaceva. Non avevo un codice per dirle alcunché, in realtà. Avrei voluto abbracciarla ma mi sembrava d'invadere il suo dolore privato.&lt;br /&gt;Perdere un genitore è qualcosa di cui non so nulla e quando non so nulla mi viene spontaneo stare in silenzio. Ci siamo guardati per qualche istante, afoni dei nostri pensieri.&lt;br /&gt;E' partita ieri e la sua schiena mentre saliva sull'autobus che l'avrebbe portata all'aeroporto profumava d'addio come poche altre cose al mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ultimamente mi capita di leggere parecchio. Soprattutto e-mail da gente che non conosco: &lt;i&gt;I regret to advise that on this occasion we will not be progressing with your application.&lt;/i&gt; Sei bravo, hai buone esperienze, il tuo inglese sembra devastante ma per stavolta prendiamo un altro. Non c'è molto da fare, se non continuare a provare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggo anche molte e-mail di persone che conosco da tempo. E' sorprendente accorgersi che a ventimila chilometri da casa puoi ancora scoprire qualcosa di coloro a cui vuoi bene. Forse svelare se stessi è più facile quando non sei costretto a incrociare lo sguardo di chi ti ascolta non appena hai smesso di parlare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6999017280269918034-3160776995152792639?l=lacosaquieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.youtube.com/watch?v=vnJVswLUTBs' title='I&apos;m not so fucking special, actually.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/feeds/3160776995152792639/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6999017280269918034&amp;postID=3160776995152792639' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/3160776995152792639'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/3160776995152792639'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/2009/10/im-not-so-fucking-special-actually.html' title='I&apos;m not so fucking special, actually.'/><author><name>Cobrando Cobrandini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02960283655600326883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-2_wod6-gJRs/ThtYAfzx6wI/AAAAAAAAABk/5FIyLMci0cU/s1600/cobretti_opt.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6999017280269918034.post-812150276554505237</id><published>2009-10-22T17:14:00.001+11:00</published><updated>2009-10-22T17:16:42.161+11:00</updated><title type='text'>一期一会</title><content type='html'>I giorni cominciano a passare in fretta. Tra un po' dovrò contare le settimane di permanenza in Australia, forse i mesi. E' un'abitudine che avevo anche da bambino, in occasione delle vacanze più durature, e confesso che mi ha sempre messo addosso una malinconia notevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'inizio ogni giorno ha un suo colore, arrivi a sera e ti viene da fare l'elenco delle facce strane che hai visto, delle gocce di pioggia che ti sono cadute in testa. Poi le facce cominciano a sembrare un po' più ordinarie, le gocce di pioggia sempre meno frequenti. C'è una patina di anonimato sui giorni appena conclusi quando fissi il calendario. E ti sorprendi sempre meno di ciò che ti sta intorno, anche se qui è quasi impossibile trovare un anguria con i semi e c'è gente che fa bodysurfing lanciandosi dagli scoglia con onde di due metri.&lt;br /&gt;Capisci che questa è un po' casa tua quando ti sporgi dal marciapiede e guardi prima a destra per essere sicuro che non arrivino macchine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi hanno detto che questo blog ha il sapore agrodolce della nostalgia. Non c'è niente di più vero, e non ho mai fatto niente per nasconderlo. Ma ci sono un sacco di momenti lieti nelle mie giornate.&lt;br /&gt;Il caso ha voluto che capitassi in casa con ragazzi che hanno un assoluto bisogno di compagnia e non sarò certo io a negar loro qualche brano del mio inglese finto disinvolto. Ognuno ha il suo modo di chiedere attenzione: i silenzi intensi dei due ungheresi, la smodata vitalità di Saman, gli scherzetti quasi puerili di Hikari. E tutti sembrano dirti: ok, siamo a migliaia di chilometri da dove siamo cresciuti, ma scommetto che una serata insieme può strappare un sorriso a qualunque latitudine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo so, alla fine non racconto mai nulla di quello che mi succede. Spero che lo si legga tra le righe.&lt;br /&gt;Non c'è niente di anonimo se si ascoltano le parole di chi ci sta intorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ichi-go ichi-e. Un momento, un incontro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6999017280269918034-812150276554505237?l=lacosaquieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://granata.noblogs.org/post/2008/03/18/carpa-o-ichi-go-ichi-e' title='一期一会'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/feeds/812150276554505237/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6999017280269918034&amp;postID=812150276554505237' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/812150276554505237'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/812150276554505237'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/2009/10/blog-post.html' title='一期一会'/><author><name>Cobrando Cobrandini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02960283655600326883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-2_wod6-gJRs/ThtYAfzx6wI/AAAAAAAAABk/5FIyLMci0cU/s1600/cobretti_opt.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6999017280269918034.post-7880584612063525929</id><published>2009-10-16T19:31:00.000+11:00</published><updated>2009-10-16T19:31:44.363+11:00</updated><title type='text'>Saman</title><content type='html'>Ho un bug di sistema. Non riesco a descrivere le persone che incontro con la cura che meriterebbero. E' sempre stato così. Detesto descrivere almeno quanto detesto leggere descrizioni, tanto che sovente mi capita di saltare intere pagine di libri, arrivare alla fine della storia e rendermi conto che non ci ho capito un cazzo. Di norma biasimo l'autore in questi casi.&lt;br /&gt;Anyway, credo sia auspicabile imporsi, più che concedersi, delle eccezioni nella propria vita. E il ragazzo iraniano con cui condividerò la stanza per qualche tempo fa decisamente al caso mio in questo momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In parentesi: sì, ho una casa mia. No, non ho una stanza (tutta) mia. No, non ho controllato da che parte gira l'acqua del cesso: sono sempre troppo impegnato a farmi i complimenti per ciò che ho appena fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saman mi ha accolto nel suo mondo offrendomi un bicchiere di vino. Chi ti offre un bicchiere di vino prima di conoscere il tuo nome è quasi sempre una persona estremamente gentile, o una persona estremamente depressa. Talvolta capita che sia entrambe le cose.&lt;br /&gt;In un paio d'ore di conversazione ha:&lt;br /&gt;- liquidato Ahmadinejad chiarendo che durante i pasti non riesce a parlarne;&lt;br /&gt;- presentato un doveroso elenco di parolacce italiane che gli sono state insegnate;&lt;br /&gt;- esclamato &lt;i&gt;Oh my God&lt;/i&gt; almeno un centinaio di volte;&lt;br /&gt;- istituito l'asse Iran-Italia per una futura missione &lt;i&gt;cucina pulita&lt;/i&gt; in cui si cercherà di porre rimedio al lordume prodotto dalle ragazze asiatiche nostre coinquiline;&lt;br /&gt;- notificato che dell'Islam non gli frega nulla, e contestualmente rabboccato il suo calice di vino;&lt;br /&gt;Non posso dire di conoscerlo. Ho solo la sensazione che vivremo bene assieme. Parla un sacco, ed è piuttosto esuberante, anche teatrale nel suo porsi con gli altri. Io di mio sarei riservato e un po' lunatico, ma ho un bisogno disperato di qualcuno che sappia tirarmi su il morale anche con pochi gesti quando mi arriva una botta di nostalgia straight from pianura padana.&lt;br /&gt;Di solito arrivano all'ora di pranzo. Non ho molto da fare e mi connetto. E contemplo un paio d'ore di stasi forumistiche, di finestre MSN senza contatti attivi e di illusorie &lt;i&gt;newsletter&lt;/i&gt; che mi fanno sperare di essere nei pensieri notturni di qualcuno, a ventimila chilometri da qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi piace camminare per Sydney e scoprire sempre qualcosa di nuovo in strade che ho percorso già decine di volte. Mi piace sporgermi dal Pyrmont Bridge e guardare la baia, e vedere che ogni tanto si spegne la luce di un ufficio in un grattacielo. Mi piace mettermi le cuffie e pensare che la gente intorno a me si muova al ritmo che sento io.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6999017280269918034-7880584612063525929?l=lacosaquieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/feeds/7880584612063525929/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6999017280269918034&amp;postID=7880584612063525929' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/7880584612063525929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/7880584612063525929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/2009/10/saman.html' title='Saman'/><author><name>Cobrando Cobrandini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02960283655600326883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-2_wod6-gJRs/ThtYAfzx6wI/AAAAAAAAABk/5FIyLMci0cU/s1600/cobretti_opt.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6999017280269918034.post-4075327028037209009</id><published>2009-10-12T16:06:00.000+11:00</published><updated>2009-10-12T16:06:53.047+11:00</updated><title type='text'>Dove ho lasciato spensieratezza?</title><content type='html'>Per la prima volta ho guardato il cielo di Sydney e ho dovuto chiudere gli occhi. Sull'asfalto squarci di luce definivano i contorni dei grattacieli. Ed io ci camminavo sopra con le mie scarpe bucate, che ancora profumano della pioggia dei giorni passati. Quasi a dire: è un pezzo che t'inseguo, adesso che ho i piedi al caldo ti prego non te ne andare. Ed evitavo le ombre lunghe di modo da non dover rimettere le mani in tasca per il freddo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevo una casa sabato, poi è scomparsa nel nulla, e oggi ne ho una nuova. Ci entro giovedì.&lt;br /&gt;Dentro c'è praticamente il mondo e l'idea è quello di conquistarlo tutto, come quando ti capita la missione più difficile a Risiko. A dir la verità non ho mai avuto troppa fortuna con i dadi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho visto alcuni tra gli squarci più affascinanti di questa città nel weekend appena trascorso: Opera House, Harbour Bridge e soprattutto i giardini botanici. &lt;i&gt;Please walk on the grass&lt;/i&gt;, c'è scritto all'ingresso. Appena arriva un po' di caldo ci torno di corsa e mi tolgo le scarpe. E' tanto che non sento un po' d'erba sotto i piedi.&lt;br /&gt;Tutto questo in compagnia di un amico. Già, ho un amico a Sydney. Sappiamo entrambi quanto coraggio ci vuole a mettere la propria vita in una valigia, quanto sia difficile alzare la testa per guardare negli occhi la propria mamma quando la si saluta all'aeroporto.&lt;br /&gt;A ventimila chilometri da casa un amico sembra ancora più prezioso, specie se non si pensava di averne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il grigio è tornato da poco. Non si tiene al guinzaglio un raggio di sole. Ed è solo quando torna il grigio che cominci a rimpiangere l'ombra. Perché l'ombra ti ricorda la spensieratezza di poter camminare con le scarpe asciutte, saltando da un marciapiede all'altro, incurante dei minuti che passano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6999017280269918034-4075327028037209009?l=lacosaquieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://lyrics.wikia.com/La_Quiete:Il_Destino_Di_Un_Ombrello' title='Dove ho lasciato spensieratezza?'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/feeds/4075327028037209009/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6999017280269918034&amp;postID=4075327028037209009' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/4075327028037209009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/4075327028037209009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/2009/10/dove-ho-lasciato-spensieratezza.html' title='Dove ho lasciato spensieratezza?'/><author><name>Cobrando Cobrandini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02960283655600326883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-2_wod6-gJRs/ThtYAfzx6wI/AAAAAAAAABk/5FIyLMci0cU/s1600/cobretti_opt.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6999017280269918034.post-1475295202118584633</id><published>2009-10-10T12:07:00.000+11:00</published><updated>2009-10-10T12:07:59.522+11:00</updated><title type='text'>Bagels for breakfast</title><content type='html'>Va bene, va bene. Devo essere tollerante. Non tutti hanno il senso del pudore e del rispetto che ho io, siamo d'accordo, però stanotte mi pare si sia proprio superata la linea che separa ciò che è decoroso da ciò che non può esserlo ad alcuna latitudine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premessa: due giorni fa arriva in stanza questo gruppetto di tedeschi (tre ragazze ed un ragazzo) nel primo pomeriggio. &lt;i&gt;Straight from Europe&lt;/i&gt;. Io li avviso: se andate a letto ora poi fate la notte in bianco. Risposta: yes, we know it, only little nap. Ok, parlano un inglese imbarazzante per essere teutonici, ma concediamo loro un pisolino.&lt;br /&gt;Dormono l'intero pomeriggio, stanza nell'oscurità più totale. Io, tornato da un giro per vedere stanze verso le 7 di sera, mi azzardo ad accendere la luce della camera, ma una del gruppo, che sta trafficando con gli zaini, mi mette in mano la sua torcia e mi dice di usare quella &lt;i&gt;because everybody sleeping&lt;/i&gt; (con questa espressione: XD). Vi dico solo che al confronto di questa torcia, le lucciole emttono bagliori accecanti. Anyway, va bene così. Tolleranza. La stanza è un delirio. Zaini, cartacce, bottiglie vuote dappertutto. C'è anche puzza di lievito. Ma va bene così. Tolleranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finché non arriva ieri notte. Il gruppetto decide di far serata, visto che è l'ultima qui all'ostello. Invitati dalla crew dello Scary Canary, il locale di fianco all'ostello, prima sembrano titubanti, poi si buttano in quella che posso immaginare sia stata una serata di eccessi. Niente in contrario. Non fosse che alle 3 del mattino vengo svegliato da vociare molesto e illuminazione diffusa. Ipotizzo sia giorno, moderatamente soddisfatto per aver sconfitto il jet lag e aver ronfato per una notte intera senza interruzioni. Accendo il cellulare: 3.12 AM. Ok, sono tornati dalla sbronza, ora vanno a letto. Escono di nuovo. Mi riaddormento. Mezzora dopo ritornano, di nuovo accendono la luce della camera. Il tipo è in condizioni pietose e sbraita senza costrutto con tono gutturale. Lo convincono a mettersi a letto, sopra di me. Continuano le imprecazioni, quasi urla. C'è disperazione nel suo tono. E sdegno nelle mie palpebre socchiuse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei sorvolare, ma ho davvero bisogno di dormire. Butto lì un: &lt;i&gt;how about keeping your voice down mate?&lt;/i&gt; Detto con garbo, quasi servile.&lt;br /&gt;Risposta: &lt;i&gt;scheisse&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Necessaria un'interpretazione: merda io? Merda la situazione? O merda, sono talmente sbronzo che mi sono cagato nel letto?&lt;br /&gt;Ritengo più probabile la seconda opzione. Getto uno sguardo supplichevole all'amica che dorme nel letto accanto al mio. Lei lo convince a far silenzio. Mi addormento di nuovo verso le 4 e mezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al mattino nemmeno una parola di scuse. Sarò fatto strano io, ma mi sembrava doverosa. Faccio colazione con bagel tostato e una banana, e passa tutto in secondo piano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6999017280269918034-1475295202118584633?l=lacosaquieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.costaricapages.com/panama/blog/wp-content/uploads/2008/02/bagelassortment.jpg' title='Bagels for breakfast'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/feeds/1475295202118584633/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6999017280269918034&amp;postID=1475295202118584633' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/1475295202118584633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/1475295202118584633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/2009/10/bagels-for-breakfast.html' title='Bagels for breakfast'/><author><name>Cobrando Cobrandini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02960283655600326883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-2_wod6-gJRs/ThtYAfzx6wI/AAAAAAAAABk/5FIyLMci0cU/s1600/cobretti_opt.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6999017280269918034.post-7182686203542465424</id><published>2009-10-08T22:22:00.002+11:00</published><updated>2009-10-08T22:49:28.356+11:00</updated><title type='text'>Calligrafia di una nuvola</title><content type='html'>C'è un vento letale. Non vedo nemmeno le nuvole passare tanto vanno in fretta, e le mie mani tremano a tal punto per il freddo che fatico a rileggere il mio tratto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho visto un po' di Sydney oggi. A pranzo con un amico italiano, Rod, che è qui dai sette mesi. Lavora dalle parti di Pyrmont, un colle che si affaccia sulla baia e l'Harbour Bridge. Sul versante opposto c'è downtown con i suoi grattacieli in vetro e mattoni, uno stralcio che mi ha ricordato Vancover per il contrasto quasi maniacale tra i doni della natura e i mostri, pur tremendamente fascinosi, creati dall'uomo.&lt;br /&gt;Ho mangiato una pumpkin soup con pane tostato. La zuppa era meno cremosa di quanto sperassi, ma era da un po' che non mangiavo qualcosa di così lineare, semplice. Sì, ne avevo un disperato bisogno. E sì ho ancor più bisogno del mio amato riso. Ho voglia di cucinare tranquillamente per me stesso come sempre. Stay vegan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora sono ad Hyde Park, che è una miniatura del suo cugino londinese. Sembra posto ideale per buttare giù due righe malinconiche e fermarsi a contemplare questa città che ho finora consapevolmente ignorato. E' il classico posto in cui devo tornare ogni tanto, da solo, con un quaderno nello zaino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le nuvole volano. Letteralmente.&lt;br /&gt;E mi fa quasi paura guardarle perché mi ricordano il mio tratto incerto. Mi ricordano che forse avevo dimenticato come si scrive.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6999017280269918034-7182686203542465424?l=lacosaquieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/7182686203542465424'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/7182686203542465424'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/2009/10/calligrafia-di-una-nuvola.html' title='Calligrafia di una nuvola'/><author><name>Cobrando Cobrandini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02960283655600326883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-2_wod6-gJRs/ThtYAfzx6wI/AAAAAAAAABk/5FIyLMci0cU/s1600/cobretti_opt.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6999017280269918034.post-2607907208927351023</id><published>2009-10-08T15:24:00.001+11:00</published><updated>2009-10-08T15:25:26.803+11:00</updated><title type='text'>The Sun Chaser</title><content type='html'>Al solito, le prime ore in un posto mi fan venire voglia di tornare a casa. Lo so, è abbastanza prematura come presa di posizione, però un paio di cose ieri giravano davvero male. Alle 9 ero già all'ostello (X Base, quello con più hype di tutta Sydney, per intenderci), sventolante la mia prenotazione sotto il naso della tizia al front desk.&lt;br /&gt;Fino alle 10 sicuramente il tuo letto non è libero. Ed è un miracolo se ti cambiano le lenzuola entro le 2.&lt;br /&gt;Oh, di hype ne ha parecchio, con le porte a vetri, i backpackers dentro tutti col portatile sulle ginocchia e la minimal in sottofondo. Però ecco, io di solito dormo sui materassi, non sull'hype. Soprattutto se alle spalle ho 24 ore di transoceanica da mettere a tacere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei scrivere un messaggio a tutti quelli che conosco e sentire le vibrazione delle loro risposte, ma il credito sta per terminare. Internet? Costa un dollaro ogni quarto d'ora di connessione wi-fi qui all'ostello. Pare vagamente eccessivo. Rileggo i vecchi sms che mi tengono compagnia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fa freddo: undici gradi. Raccontavo in giro che andavo in Australia anche per seguire il sole. Il cielo è limpido ma con una felpa e un maglione non credo di resistere più di due settimane. Il girasole che ho tatuato sul cuore mi duole parecchio. Un girasole non sa nemmeno da che parte girarsi se il suo sole sta a ventimila chilometri di distanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho voglia di tornare a casa, ma tanto non lo faccio. La mia vita oggi pesa 33 chili, bagaglio a mano incluso, e so che devo portarmela in giro ancora per qualche tempo. Poi esausta mi dirà che è arrivato il momento di tornare a casa. Non per sempre, non credo, ma almeno sarà di nuovo una vita rischiarata dal sole più abbacinante che un girasole abbia mai visto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6999017280269918034-2607907208927351023?l=lacosaquieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.seowebdirectory.eu/Public/Immagini/2008January3116Girasole.jpg' title='The Sun Chaser'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/2607907208927351023'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/2607907208927351023'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/2009/10/sun-chaser.html' title='The Sun Chaser'/><author><name>Cobrando Cobrandini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02960283655600326883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-2_wod6-gJRs/ThtYAfzx6wI/AAAAAAAAABk/5FIyLMci0cU/s1600/cobretti_opt.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6999017280269918034.post-8078460980456499102</id><published>2009-10-05T21:53:00.001+11:00</published><updated>2009-10-05T21:54:56.256+11:00</updated><title type='text'>And now for something completely similar</title><content type='html'>Comincio un blog, come qualche anno fa. L'ocasione? Un viaggio a qualche migliaio di chilometri da qui.&lt;br /&gt;Scrvierò le solite quattro boiate, qualche storiella curiosa, stralci di Australia o degli altri posti in cui capiterò più o meno volontariamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è un addio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6999017280269918034-8078460980456499102?l=lacosaquieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.youtube.com/watch?v=K0Un5wh_i80' title='And now for something completely similar'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/8078460980456499102'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6999017280269918034/posts/default/8078460980456499102'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lacosaquieta.blogspot.com/2009/10/and-now-for-something-completely.html' title='And now for something completely similar'/><author><name>Cobrando Cobrandini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02960283655600326883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-2_wod6-gJRs/ThtYAfzx6wI/AAAAAAAAABk/5FIyLMci0cU/s1600/cobretti_opt.jpg'/></author></entry></feed>
